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Visualizzazione dei post da maggio, 2017

CURA E MANUTENZIONE (1)

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Un momento divertente (e molto ambito) in questa nostra incursione nel mondo riservato e tranquillo dell'insetto stecco è stato quello della manutenzione della teca che, però, con grande entusiastica ilarità da parte dei bambini è stato affettuosamente ribattezzato "il cambio del pannolino"! In sintesi, ma con probante evidenza di documentazione, ecco i pochi semplici step necessari a una esemplare (guardare per credere!) gestione della teca. 1.  Rimuovere i rovi vecchi. Meglio che questa operazione sia effettuata da un adulto: i rovi sanno essere perfidamente infidi e tremendamente dolorosi! 2.  Sciacquare e riempire con acqua fresca il barattolo che accoglierà i nuovi rovi. 3. Spruzzare i rovi con un nebulizzatore: trattandosi di un'operazione divertente che non comporta controindicazioni, la si può ripetere più volte! 4. Si può posizionare l'insetto sul rovo e continuare a effettuare in sua presenza (così i bambini hanno modo di sperimentarne ipso ...

La Muta - Parte Prima

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Abbiamo già accennato al fatto che per gli insetti stecco l'accrescimento delle dimensioni avviene attraverso una serie di mute (5-7 dalla neanide appena nata all'adulto). Gli insetti, infatti, non possiedono uno scheletro interno ma un rivestimento esterno (esoscheletro) che sostiene muscoli e tessuti e che funge da protezione per il corpo. L'esoscheletro è formato da più strati di chitina e di sclerotina che danno rigidità alla cuticola. Quando l'individuo cresce tanto da non poter più essere contenuto all'interno dell'esoscheletro, l'ormone della muta (ecdisone) fa sviluppare una nuova epidermide al di sotto della vecchia cuticola (esuvia) e l'individuo ne sguscia fuori dall'apertura della bocca distendendo lentamente le membra. La nuova cuticola, inizialmente molle, si asciuga e si indurisce gradualmente a formare un nuovo esoscheletro che proteggerà l'insetto fino alla successiva muta. Vi mostro la foto (non perfettamente a fuoco, ahimè!) d...